Switch

Gli switch sono interruttori meccanici, connessi direttamente al PCB, che registrano le pressioni chiudendo un circuito elettronico.

Ne esistono di svariati tipi e categorie, dai vintage sconosciuti ai molti ai più moderni e comuni. In quest’articolo andremo ad approfondire l’argomento.

Tipi di switch

Scendiamo dunque ora più nel dettaglio, elencando i tre tipi di switch esistenti:

-Linear (o lineare), switch la cui forza è costante e non presenta né un bump tattile né un click nel punto di attuazione.

Il meccanismo di funzionamento di uno switch Linear (Cherry MX Red)

-Tactile (o tattile) switch la cui forza non è costante e subisce un deciso aumento, solitamente nel punto di attuazione, dovuto dal bump tattile.

Il meccanismo di funzionamento di uno switch Tactile (Cherry MX Clear)

-Clicky, switch molto simile al tactile in quanto presenta anch’esso un bump tattile, ma si aggiunge un click nel punto di attuazione.

Il meccanismo di funzionamento di uno switch Clicky (Cherry MX Blue)

Di recente si sono diffusi anche degli switch di tipo “silent” (Cherry MX Silent Red, MX Zilents), che oltre alle caratteristiche elencate qui sopra, presentano dei dampening pad sugli stem, per ridurre il suono prodotto all’interno dello switch

Gli switch nella storia

Iniziamo elencando i principali switch della storia in ordine cronologico:

Beam Spring

“Beam Spring” è il nome tradizionalmente assegnato a degli switch meccanici prodotti da IBM nei primi anni ’70. Consistono nella combinazione di beam spring e fly spring. Una GIF dimostrativa qui sotto:

Buckling Spring

I Buckling Spring sono gli switch più comunemente associati ad IBM. Vennero introdotti come rimpiazzo dei Beam Springs per le Model F e Model M. Questi switch presentavano inizialmente contatti capacitivi, sostituiti in seguito da membrane.

Confronto: a sinistra, lo switch Buckling Spring; a destra un classico switch Cherry MX Blue

Alps SKCL/SKCM

Gli Alps sono stati tra i primi switch “compatti” della storia. Infatti, rispetto agli switch di cui abbiamo parlato precedentemente, presentano delle dimensioni ridotte. Vennero introdotti nel 1983 ma sono ancora oggi tra i più amati, rari e costosi. Il termine Alps venne in seguito usato per indicare una serie di switch cloni con la stessa fisionomia.

Cherry MX

Introdotti quasi in contemporanea con gli Alps nel 1983, sono gli switch più comuni ancora oggi dopo varie rivisitazioni. Come gli Alps, presentano dimensioni compatte. Al giorno d’oggi ne esistono molte varianti, ed in seguito allo scadere dei brevetti detenuti da Cherry sono iniziati a spuntare una moltitudine di cloni (Gateron, Kailh, Outemu, ecc…) chiamati MX Style, in quanto presentano la stessa fisionomia dei Cherry MX.

Topre

I Topre sono switch capacitivi elettrostatici.

Consistono in uno slider, racchiuso in un housing, che poggia su una rubber dome la quale circonda una molla a spirale conica.

Sono considerati tra i migliori switch dagli appassionati, ma sono anche tra i più costosi in quanto sono prodotti in Giappone e su un numero ridotto di tastiere. Ancora più rari sono i vintage, i cui prezzi salgono alle stelle.

Da cosa è composto uno switch MX Style?

L’immagine sottostante descrive a grandi linee la composizione di un MX Style:

(fonte: https://bpurl.biz/Dej)

Il contenitore che racchiude il meccanismo è dunque detto housing, al cui interno è presente lo slider, i due contatti metallici e la molla. Quando premiamo il tasto, lo slider scende e fa toccare i due contatti chiudendo così il circuito.

Che differenze ci sono tra i vari marchi?

Le differenze tra gli switch di varie aziende (Cherry, Gateron, Kailh, Outemu eccetera) non è ben chiara a tutti. Infatti spesso si pensa che le differenze siano minime e che i Cherry MX siano i migliori switch sul mercato.

Innanzitutto, gli switch sono molto soggettivi. Possiamo amarli come possiamo odiarli e non è perciò possibile stilare una vera e propria classifica di switch, se non dal lato costruttivo. Inoltre, sarebbe praticamente impossibile mantenere tale lista aggiornata a causa della rapida nascita di nuovi switch.

Infatti, a produrre interruttori meccanici non sono solo i marchi più conosciuti, già più volte elencati in questa guida. Esistono un gran numero di switch “esotici” non comuni e sconosciuti ai molti, ma amati dagli appassionati.

Ma anche solo restando tra i marchi più conosciuti si può notare quante differenze ci siano, un esempio basilare è comparare i Gateron Brown con i Cherry Brown: infatti i primi hanno un bump tattile abbastanza accentuato, mentre nei Cherry tale bump è quasi impercettibile durante l’utilizzo.

Red, Brown, Blue, Green, Black… Quale scegliere?

La scelta è fortemente soggettiva, ed è difficile dare consigli senza avere linee guida. La scelta più consigliata è di acquistare prima uno switch tester (ne trovate di tutti i colori, anche con centinaia di switch diversi) per riuscire a capire quali siano perfetti per voi.

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