Keycaps

I keycaps sono i tasti che permettono di interfacciarsi con gli switch. Variano in base al profilo, al materiale utilizzato, alla tecnica di lavorazione ed al tipo di stampa delle legende.

Svolgono una funzione critica in quanto ogni materiale altera il suono (e in parte, anche il feeling) dello switch e ogni profilo presenta le sue peculiarità.

Lunghezze e profili

Ogni set di keycaps contiene alfanumerici (ABC…123…) e modificatori(ALT, Shift, CTRL…). La loro lunghezza si misura in U, per esempio 1U corrisponde alla lunghezza di un alfanumerico come “A”, mentre le spacebar più comuni sono 6,25U.

Inoltre, i vari set variano in base al profilo. Quest’ultimo determina la “curvatura” e l’altezza dei vari keycaps, o più precisamente delle righe (in gergo “rows”):

(fonte immagine: https://bpurl.biz/LE)

La comodità dei profili è soggettiva. Varia da persona a persona e non è un dato quantificabile. Il modo migliore per capire quale sia perfetto per voi è provarli.

Materiali

I keycaps non sono tutti uguali anche sotto l’aspetto dei materiali. Questi determinano molto la qualità del set, non solo nella durabilità ma anche al tatto. I due materiali più diffusi sono ABS e PBT ma alcuni, rari, keycaps sono in POM. Inoltre sono presenti dei keycaps in alluminio o i cosiddetti artisan.

ABS

Materiale utilizzato nei Lego, più elastico del PBT. Tende ad ingiallirsi a causa dei raggi UV e la sua superficie diventa liscia e lucida con l’utilizzo, ma il fenomeno può essere rallentato con una superficie ruvida. Rispetto al PBT, l’ABS presenta colori più vividi ed è più facile da lavorare, motivo per il quale un set di keycaps in ABS costa meno di uno in PBT.

PBT

Una plastica amata da molti grazie alla sua superficie porosa. Rispetto all’ABS non ingiallisce con i raggi UV, diventa liscio e lucido molto più lentamente ma è anche meno elastico. Inoltre, essendo più difficile da lavorare, ha prezzi maggiori rispetto all’ABS.

POM

Materiale raro, utilizzato da poche aziende tra le quali Cherry. Si presenta come un “ibrido” tra ABS e PBT, combinando la superficie liscia del primo e la resistenza del secondo. Inoltre sono percebili delle differenze nel suono, in quanto si diffonde diversamente.

Alluminio

Viene utilizzato quasi esclusivamente per singoli keycaps con finalità unicamente estetiche, ma non è l’unico metallo utilizzato per questo scopo.

Artisan

Come i keycaps in alluminio, gli artisan hanno funzioni puramente estetiche. In questo caso possono essere composti di più materiali diversi. Spesso vengono prodotti a mano in quanto veri e propri oggetti di manifattura. Qui un esempio.

Tecniche di lavorazione

Le tecniche di lavorazione sono relative alle legende ed incidono molto sulla qualità finale del prodotto.

Pad printing

È il metodo più economico e diffuso e consiste in una macchina che stampa le legende sopra i keycaps. Ma non si tratta di una tecnica durevole in quanto le legende con l’utilizzo tendono a sbiadirsi abbastanza velocemente.

Laser marking

Esistono vari processi di laser marking: engraving, ablation, charring e foaming. Sono simili fra di loro ed i costi di produzione sono abbastanza ridotti. Sono tra i più comuni fra le tastiere meccaniche commerciali, soprattutto quelle con keycaps traslucenti in quanto spesso vengono usate plastiche trasparenti, verniciate, sulle quali viene incisa la legenda. Come nel caso dei pad printed, vanno incontro all’usura abbastanza rapidamente.

Dye-Sublimation

Processo nel quale viene sfruttato un inchiostro, portato a temperatura di evaporazione, inserito all’interno dei pori della plastica. Si tratta di una delle tecniche migliori in quanto le legende non tendono a sbiadirsi nel tempo, ma è utilizzata quasi esclusivamente per keycaps in PBT grazie alla sua temperatura di fusione maggiore rispetto all’ABS.

Double-Shot

È la tecnica più costosa e complessa, ma al contempo produce i migliori keycaps. Vengono uniti due strati di plastica dando vita a tasti spessi, solidi e soprattutto senza usura, in quanto la legenda e il keycap circostante sono due strati di plastica diversi.

I costi di produzione sono molto elevati in quanto, essendo costituiti da due strati, è come produrre due set di keycaps e poi unirli. A giovare di questa tecnica è soprattutto l’ABS, ma sempre più spesso vediamo keycaps double-shot in PBT.

Consigli

È bene sapere che non tutti i keycaps sono compatibili con tutti gli switch. Infatti questi ultimi possono presentare degli attacchi diversi dal classico a croce degli MX-Style (Cherry, Gateron, Kailh, ecc…), come i Romer G o gli Alps.

Legende lasered: da evitare? Non sempre. Quando si tratta di tastiere economiche (entro i 60€) sono una buona scelta, ma su dispositivi più costosi (le tastiere più commerciali oltre i 100€) sono un pessimo acquisto.

Inoltre, quando si va a scegliere un set di keycaps è bene non fermarsi alla descrizione. Infatti, i keysets più economici spacciati per double-shot presentano solo gli alfanumerici con questa tecnica, mentre i modificatori sono economici lasered. Per capire quando si verifica tale situazione basta guardare le foto: le legende dei modificatori avranno un font leggermente diverso.

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